Mamma, papà sono transessuale

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Nel 2012 decisi di fare coming out ai miei genitori come transgender. La risposta di mio padre è stato qualcosa che non aspettavo assolutamente. (Testimonianza reale di Parker Marie Molloy)
Da: Parker
A: Papà
Cari mamma e papà,
Voi due mi avete sempre detto che avrei potuto dirvi qualsiasi cosa e mi avreste amato lo stesso, dunque sento il bisogno di dirvi una cosa (se in qualsiasi momento durante la lettura di questa e-mail vi sentite confusi o frustrati, tornate indietro e rileggete questa premessa).
Come sapete, per la maggior parte della mia vita, sono stato colpito da intensi attacchi di ansia, tristezza, depressione, inettitudine sociale, goffaggine, problemi di rabbia, ecc. Questo è successo praticamente ogni giorno della mia vita da quando avevo 8 o 9 anni, credo. Ho provato a uscirne in diversi modi (Modo 1 : bere a tal punto da finire ricoverato in ospedale con un’ulcera allo stomaco… non esattamente la strada più piacevole. Modo 2: Terapia. Modo 3: i farmaci). Ma ormai non è più qualcosa che posso cancellare bevendo o sopire imbottendomi di farmaci.
Sono andato da un terapeuta negli ultimi 7 o 8 mesi, ogni settimana, per cercare di sradicare questo problema prima che mi portasse all’autolesionismo. Ed ecco cosa ho capito:
Sono transgender.
Già. Transgender. In sostanza, il mio cervello è fatto per essere femminile, ma sono nato maschio. Questo è qualcosa che ho sempre saputo (in varia misura) da quando avevo 8 o 9 anni, ma non avevo mai veramente accettato (e che ha portato ai problemi di rabbia, frustrazione, disagio, depressione, eccetera). Non sapendo cosa fare ho cominciato ad andare a vedere un terapeuta specializzato in problemi di identità sessuale.
Il passo successivo è stato durissimo: dirlo alla mia compagna. La amo con tutto il cuore, ed ero certo che questa sarebbe stata una cosa che avrebbe distrutto la nostra relazione. Ma per fortuna no. Dopo lo shock iniziale, mi ama ancora come prima. Se avessi avuto ancora dei dubbi che lei fosse quella giusta, eccoli svaniti. E – me lo chiedono spesso – la risposta è sì: mi piacciono ancora le donne. Il genere e l’orientamento sessuale sono cose completamente diverse.
(…)
Nei prossimi mesi, lavorerò sulla mia “transizione”. Ciò significa che spero di vivere finalmente a tempo pieno come una donna (non come “un uomo travestito” o qualsiasi altro stereotipo, ma come un essere umano, per la prima volta). Ci saranno molti ostacoli, ma sto cercando di diventare forte per affrontarli. (…)
Ho iniziato la terapia ormonale. Essenzialmente, si tratta di rimpiazzare il mio testosterone con estrogeni. Questo avrà degli effetti leggeri sulla mia mente e sul mio corpo. La mia compagna può testimoniare per me quando dico che il mio umore e il mio aspetto sono migliorati sensibilmente da quando ho iniziato (circa un mese fa).
Dunque, è tutto qui. Sono sempre la stessa persona, anzi, forse lo sono di più. Avrò la stessa personalità. Mi piaceranno sempre la musica e lo sport. La politica mi farà sempre incavolare.
Capisco che possa essere difficile per voi due, ma dovevo dirvelo. In pratica anzichè avere due figli e una figlia, da ora avrete due figlie e un figlio (mio fratello scherzosamente si è lamentato perché è il più maschio di noi tre ed è il più basso)…
Abituarvi alla nuova me potrebbe essere difficile, ma voglio darvi tutto il tempo del mondo per riuscirci. Non mi aspetto certo che siate perfetti con i pronomi al femminile, né che mi chiamiate da subito col mio nuovo nome.
L’unica cosa che mi aspetto da voi è che mi amiate, perché il vostro amore e il vostro supporto significano moltissimo per me.
Dopo aver premuto invia mi chiesi se non avessi commesso un grandissimo errore. Non sarebbe stato meglio chiamarli? Cominciai freneticamente a premere refresh aspettandomi ogni volta brutte notizie. Ma nemmeno mezz’ora dopo, ecco cosa ricevetti:
Da: Papà
A: Parker
Come ho detto dal primo giorno, ti amo con tutto il mio cuore e non c’è mai stato un giorno in cui non sono stato fiero di te. Ci sono state così tante volte nella mia vita in cui mi rendo conto di essere stato troppo duro con te e per questo ti chiedo perdono.
Inutile dire che stasera mi siederò con la mamma, e mi aspetto che lei avrà la mia stessa reazione: noi viviamo per vederti felice, veramente felice.
Possiamo parlarne appena desidererai parlarne ma posso già dirti, che da parte mia, ti supporto completamente e spero che mamma farà lo stesso. Ti chiedo però di chiamarci spesso e di essere più vicino a noi. Per la mamma è sempre stato difficile quando non ti facevi sentire per lunghi periodi e spero che questa rivelazione ci avvicinerà.
Spero che sarai più felice, che ti libererai finalmente da quella rabbia che avevi e a volte era così difficile da capire.
E sono felice che la tua compagna ti sia accanto in tutto questo.
Grazie per esserti sentito abbastanza forte da discutere di questo argomento.
Spero che ti sarai tolto un gigantesco fardello dalle spalle.
Ti voglio bene e sono felice che per la prima volta ti senti finalmente in pace con te stesso.
Papà

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