Trent’anni non sono bastati a superare odio e discriminazioni

Cari tutti, genitori, amiche e amici, figlie e figli, madri e padri,
fratelli e sorelle,

30 anni sono trascorsi da quel 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle
malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale
del comportamento umano”.
Questa giornata è stata scelta come Giornata internazionale contro
l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (o IDAHOBIT,
acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and
Transphobia), è una ricorrenza promossa da un Comitato Internazionale ed
è riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite e si celebra
dal 2004.

Nel 2007, in seguito ad alcune dichiarazioni di autorità polacche contro
la comunità LGBT, l’Unione Europea ha istituito ufficialmente la
giornata contro l’omofobia sul suo territorio affermando tra l’altro:
«Il Parlamento europeo […] ribadisce il suo invito a tutti gli Stati
membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie
dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione
per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni; «[…]
condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e
la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle
gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli»

Eppure tutto questo ed altro non é bastato e noi siamo ancora qui, a
distanza di 30 anni, a rivendicare il diritto all’inclusione delle
persone LGBTI+ e alla pienezza dei diritti per tutti e ribadire il netto
rifiuto di ogni atteggiamento discriminatorio verso ogni essere umano.

Nella particolare situazione di allarme sanitario che non consente lo
svolgimento delle tradizionali manifestazioni pubbliche, AGEDO conferma
la sua presenza e la sua determinazione ben consapevole che i diritti
quando non sono per tutti sono privilegi.

Alcune nostre sedi hanno prodotto dei video e ve li proponiamo.
Vi ricordiamo inoltre che potete trovare e contattare le sedi territoriali AGEDO tramite la pagina Dove siamo.

Agedo Milano
Sedi Agedo del Piemonte (Alba/Asti, Novara, Torino e Verbania)
Agedo Lecce
Agedo Roma
Agedo Reggio Calabria

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